Marta e il fiore che si gira!
Marta pensava di non aver mai visto una cosa così bella e colorata. Le si fermò il respiro per un attimo. "Che cosa meravigliosa!", disse tra sé, mentre si annodava il fiocco alla treccia che la mamma le aveva fatto con tanto amore prima di accompagnarla dai nonni per le vacanze.
Quella volta presero il treno perché la mamma non se la sentiva di guidare in autostrada e il papà doveva lavorare. Il treno per lei non era un’esperienza del tutto nuova: aveva già fatto un lungo viaggio fino a Milano, ma quello preso a Roma andava velocissimo. Questo qui, invece, andava piano, e la mamma le spiegò la differenza. Erano salite su un treno regionale, cioè un treno che collegava i paesi della regione o, al massimo, di quelle vicine. Andava molto più lento, ma restando seduta comoda accanto al finestrino, Marta poteva vedere tutto. Venne subito circondata dal verde, che scorreva davanti ai suoi occhi come fosse un film accelerato. Le piaceva tanto. Le case in movimento sembravano piccole scatole che apparivano e scomparivano (anche se lei lo sapeva bene che le case erano ferme ed era il treno a muoversi!).
Questa magia del movimento, stando ai racconti della mamma, non era invece stata compresa dalla sua bisnonna. Marta non l’aveva conosciuta, ma la mamma le raccontò che la bisnonna, da giovane, prese uno dei primi treni storici e si prese una paura tale nel vedere le cose muoversi fuori che, da quel giorno, non volle mai più salire su un treno o su una macchina. Marta pensò di essere fortunata: lei non aveva paura, anzi, adorava il movimento fuori dal finestrino.
La mamma, intanto, guardava spesso l’orologio. Aveva paura di arrivare in ritardo per prendere la coincidenza che le avrebbe portate nel paesino dei nonni. "Di corsa!", disse la mamma tirandola dolcemente per un braccio, "andiamo o perdiamo la coincidenza!" (due treni che si incontrano per qualche minuto e permettono alle persone di cambiare destinazione). Nella fretta, Marta non vide nemmeno la grande stazione; sentì solo la voce dell'altoparlante che annunciava partenze, orari e binari.
Il nuovo treno era meno comodo, i sedili erano vecchi e andava ancora più piano. Le cose fuori correvano di meno e la bambina poteva osservare i particolari con più attenzione. La mamma raccontava che l’estate sarebbe stata magnifica, che avrebbe giocato con i cuginetti e che avrebbe potuto usare l’altaletta che il nonno aveva attaccato all’albero delle ciliegie.
"Buone le ciliegie!", pensò Marta, e chiese se poteva mangiarle subito. La mamma sorrise: "Le ciliegie sono quasi scomparse dagli alberi, siamo a fine luglio. Le ciliegie sono buone a giugno! In cambio però potrai mangiare i frutti del gelso, quello che il nonno ha dietro casa. Fa tanto arrabbiare tua nonna, perché quando i frutti maturi cadono — quelli che gli uccelli non hanno finito di mangiare — sporcano tutto il prato e bisogna raccogliere e pulire".
"Che sapore hanno, mamma, questi frutti? Non ne ho mai mangiati". La mamma sorrise ancora: "Buoni, tanto buoni. Sono strani, sembrano vermetti panciuti, ma quando li metti in bocca maturi si sciolgono e sono deliziosi. Quelli scuri sono molto più saporiti di quelli chiari". Marta non era del tutto convinta dalla forma a vermetto, però pensò che ne avrebbe assaggiato volentieri uno appena arrivata.
"Che sapore hanno, mamma, questi frutti? Non ne ho mai mangiati". La mamma sorrise ancora: "Buoni, tanto buoni. Sono strani, sembrano vermetti panciuti, ma quando li metti in bocca maturi si sciolgono e sono deliziosi. Quelli scuri sono molto più saporiti di quelli chiari". Marta non era del tutto convinta dalla forma a vermetto, però pensò che ne avrebbe assaggiato volentieri uno appena arrivata.
Fu un bel viaggio, piano piano, con tutto visibile. Ma la meraviglia di Marta raggiunse il culmine nell'ultimo tratto, quando presero l’autobus che le avrebbe portate a pochi metri dalla casa dei nonni. La bambina restò ferma sullo scalino del bus, a bocca aperta. Davanti a lei c'era un campo sterminato di fiori grandi, i più grandi che avesse mai visto.
"Mamma, come si chiamano quei fiori meravigliosi?". La mamma la prese per mano e la portò nel campo a vederli da vicino. Erano più alti della bambina, gialli, con grandi petali e una corolla marrone al centro che sembrava una spugna. "Ma che meraviglia, mamma! Posso toccarli?". Piano piano, la manina sfiorò il fiore: sembrava di velluto, anche se le foglie sotto erano ruvide e un po' pelosette. "Meglio il fiore", pensò Marta, continuando a rimanere incantata.
"Possiamo raccoglierne uno, mamma, e portarlo alla nonna?", chiese la bambina.
"Meglio di no", rispose la mamma. "Questo fiore bellissimo lo chiamano il 'fiore del sole', perché segue il suo movimento per prenderne tutta la luce durante la giornata, soprattutto quando è piccolo. Non è un fiore da recidere: darà vita a tanti semi che possiamo mangiare tostati, ci faremo l'olio per cucinare e saranno cibo per gli animali e gli uccellini. È meglio lasciarlo vivere".
"Possiamo raccoglierne uno, mamma, e portarlo alla nonna?", chiese la bambina.
"Meglio di no", rispose la mamma. "Questo fiore bellissimo lo chiamano il 'fiore del sole', perché segue il suo movimento per prenderne tutta la luce durante la giornata, soprattutto quando è piccolo. Non è un fiore da recidere: darà vita a tanti semi che possiamo mangiare tostati, ci faremo l'olio per cucinare e saranno cibo per gli animali e gli uccellini. È meglio lasciarlo vivere".
"Marta, corri dalla nonna, che i girasoli non scappano! Ho preparato una torta buonissima!", gridò la nonna dalla porta di casa, scorgendole da lontano.
Marta, con l’aiuto della mamma, attraversò la strada e corse veloce verso la nonna, pensando a quante meraviglie aveva visto in quel viaggio in treno e a quante altre ne avrebbe scoperte nei giorni successivi. Con gioia immensa, si tuffò letteralmente tra le braccia della nonna.
Se vai veloce, se guardi solamente, non vedi quante sono le meraviglie che ci circondano!
Datemi 4 parole e vi racconterò un'altra storia!
"Storie create dalla mente dell'autore, le immagini generate per il testo con IA"


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