Sandrino e il gallo cedrone
La grande panchina di pietra era appoggiata da tempo immemore al muro della casa, tanto che tutti dicevano che fosse lei a reggere la casa. Nonna Albezia ne era fiera: l’aveva scolpita suo nonno Almerico, e quei due galli cedroni di lato che facevano da reggiseduta le piacevano tanto. Ogni volta che si sedeva lassù, le sembrava di ritrovarsi sulle ginocchia del nonno. Lui aveva combattuto nella prima guerra mondiale, nel nord del Paese, e raccontava sempre che i galli cedroni lo avevano aiutato a sopportare la morte e la distruzione. Riempivano le sue giornate anche solo guardandoli da lontano, da dentro la trincea. L’avevano chiamato alle armi che era poco più di un adolescente: a diciassette anni gli misero una divisa, un fucile in mano e lo mandarono a difendere la Patria. Era uno dei tanti ragazzi del '99 che, come recitava la filastrocca dell'epoca, "Il general Cadorna ha messo su le vacche perché quelli del ‘99 prendono ancora il latte" . In guerra ci rimise u...