Lucia e il tavolo magico
Lucia guardò fuori dalla finestra. Il piccolo tavolo la mamma l'aveva messo in modo che la luce entrasse ma non fosse diretta, lasciando libero lo sguardo di osservare tutto cio' che succedeva all'esterno.
La bambina però, non capiva perchè non potesse piu' stare dove si trovava prima che si ammalasse. Il piccolo tavolo prima si trovava nella rientranza fra due piccole librerie, aveva tutto a portata di mano, ora invece che era così stanca dopo la brutta influenza durata tanti giorni non poteva nemmeno prendere come prima le sue cose con una mano senza stancarsi.
Tutta colpa del discorso del dottore alla sua mamma sul fatto che lei aveva bisogno di vitamina D che solo il sole poteva darle e quindi di mettere il tavolo vicino alla finestra così i raggi solari avrebbero colpito la sua pelle e lei sarebbe guarita molto prima.
Dottore non dottore, era proprio nervosa e cominciò a sbuffare forte, la mamma doveva sapere che lei era in protesta.
La loro casa era al primo piano sotto c'era una strada di campagna molto trafficata lo stesso, e spesso rumorosa come quando passava il signor Mario con il suo Ape, che non era un insetto ma un piccolo mezzo di trasporto per cose come un autocarro ma che come diceva la mamma non si controllava nè fumi nè carburatore da anni e l'odore lo sentivi appena metteva in moto da casa sua.
Eh no, pensava Lucia, "io a questa finestra non ci resto" E cominciò di nuovo a sbuffare forte, stanca e debole ma ancora in grado di protestare!
"Lucia, smetti di sbuffare, sembri un treno a vapore di una volta! Piuttosto disegna quello che vedi dalla finestra, gira la testa che nel prato dei vicini succedono cose fantastiche alle volte!"
Lucia, sbuffo dopo sbuffo, diede un'occhiata distratta al praticello. A parte un albero di nespole e una grande pianta di edera non c'era molto altro da vedere e sbuffò più forte.
Aveva una speranza che continuando a sbuffare la mamma si sarebbe stancata di sentirla e avrebbe rimesso il tavolo al suo posto.
Mentre disegnava, però, vide arrivare degli strani insetti. Erano tantissimi, giravano intorno alla grande edera che scendeva dal muretto e ronzavano forte. Non capiva se erano farfalle o qualcos'altro. "Mamma corri! Gli insetti si stanno mangiando l'edera! Cosa soo? Non li ho mai visti, sono tantissimi mi fanno paura."
"Tranquila Lucia! Sono farfalle colibrì", rispose la mamma avvicinandosi. "Siamo quasi in autunno e non trovano più molti fiori in giro. I fiori dell'edera per loro sono dolcissimi e ne attirano tanti."
Lucia dimenticò di sbuffare . Cominciò ad osservare con attenzione e vide l'erba vicino al nespolo muoversi velocemente. Eppure non c'era un filo di vento. Girò sedia per vedere meglio, non si accorse nemmeno di averlo fatto, la curiosità era più forte della sua debolezza. Con sua grande sorpresa, dal cespuglio sbucarono quattro gattini bellissimi:due rossi e bianchi, due grigi con qualche sfumatura candida sulle zampine ed infine mamma gatta a sorvegliare tutta la truppa.
"Mamma corri, ci sono dei gattini con la loro mamma! Vieni a vedere, giocano tra loro, sono bellissimi! Di chi sono?"
"Di nessuno", rispose la mamma dalla cucina "Grazie al cielo qui intorno ci sono ancora gatti randagi. Ci proteggono dai topi, dagli insetti grossi e anche da qualche serpentello che si mette a prendere il sole fra le pietre vicino all'edera."
Lucia continuò ad osservare, finchè all'improvviso cacciò un grido "Mamma, c'e' un cane! Ora prenderà i gattini! Mamma fa qualcosa!"
"Ma no", la tranquillizzò la mamma. "è il cane dei vicini, e' un grande amico dei gatti, abbaia ma non morde, anzi ha sempre paura di tutto! E' anche innamorato di Noce la gattina che vive in fondo alla strada che quando lo vede gli fa anche le fusa anche se lui fa finta di non conoscerla!
Il tempo passava veloce, il sole stava tramontando. Era inutile rimanere seduti davanti alla finestra, il sole stava scomparendo, fine della vitamina D, la mamma disse a Lucia che avrebbe rimesso il tavolo al suo posto.
"Non farlo, mamma, ti prego, non spostarlo di nuovo! Ora ho scoperto un posto magico: è molto meglio del cellulare e della televiosione, qui succedono cose fantastiche e non voglio perdermele!" E fece finta di sbuffare ma con un sorriso, sorrise anche la mamma dicendole che di notte, alla luce dei lampioni era anche più bello. Lucia a quel punto pretese di non spostarsi e di cenare al piccolo tavolo.
Il sole era andato ad illuminare la giornata di altri bambini, scendendo piano dietro l'orizzonte. La mamma chiese a Lucia di alzare gli occhi al cielo e le disse: quando sembra che la luce scompaia e che rimanga solo il buio, in realtà la notte si accende.
Lucia alzò gli occhi verso quel piccolo spicchio di cielo che vedeva dalla finestra e come per magia una stella dopo l'altra iniziarono a brillare. La luna che fosse piena, una piccola falce o nera, diventava la guardiana del cielo a protezione dei sogni di tutti i bambini.
Incantata Lucia rimase a guardare si sentiva come dentro una favola e sorrise, sorrise ai gattini al sicuro oramai nella loro tana, alla mamma che le aveva spostato il tavolo. Sorrise perfino , alla sua stanchezza da influenza perchè era stato un giorno grandioso: aveva imparato a guardare con i suoi occhi e a scoprire le meraviglie della realtà che la circondava.
Datemi quattro parole e vi racconto un'altra storia!


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