Piero, la conchiglia e il segreto della libertà
"Mamma, guarda che bella conchiglia!", disse Piero, raccogliendo dalla sabbia una conchiglia vuota che l’onda aveva appena depositato vicino al suo piedino nudo.
"Lascia stare", rispose subito la mamma, "chissà da dove viene! Non toccarla prima di averla lavata, mica vorrai prenderti qualche microbo?"
"Lascia stare", rispose subito la mamma, "chissà da dove viene! Non toccarla prima di averla lavata, mica vorrai prenderti qualche microbo?"
Piero, da bambino ubbidiente quale era, lanciò di nuovo la conchiglia in mare. Pensò che almeno avrebbe fatto felice qualche altro bambino, prima o poi, su un’altra spiaggia.
La mamma lo teneva saldo per la mano. La spiaggia a fine settembre era frequentata da pochissime persone, ed era proprio questo il motivo per cui sua madre lo portava al mare in quel periodo. L’acqua non era più caldissima, ma si poteva ancora fare il bagno. Non in mare, però! La mamma faceva portare dal bagnino una grossa piscina gonfiabile e la riempiva con acqua rigorosamente potabile. Poi, con tanto di termometro, misurava la temperatura, controllava che nessun piccolo insetto avesse sfiorato lo specchio dell'acqua e tirava fuori una grossa lente d'ingrandimento per esaminare tutto ancora meglio.
Piero pensò che, meno male, non aveva portato anche il microscopio con cui di solito controllava i suoi giocattoli a casa. Mentre entrava in acqua, riparato da un grande telo, gli sembrò di stare nella vasca da bagno di casa sua. "Chissà perché siamo venuti al mare", si chiese con un sospiro, "era molto più comodo il bagno di casa mia". Si immerse in appena dieci centimetri d'acqua, ripensando con un po' di nostalgia alla bella conchiglia che aveva dovuto ributtare in mare.
Accidenti ai microbi! Ma chissà come facevano le altre persone a essere ancora vive, se era vero che i microbi si trovavano ovunque.
Accidenti ai microbi! Ma chissà come facevano le altre persone a essere ancora vive, se era vero che i microbi si trovavano ovunque.
Mogio mogio, allungò un piede fuori dalla piscina, sulla sabbia. Tanto la mamma in quel momento era impegnatissima a controllare, con tanto di paletta, che nessun insetto ronzasse nei paraggi. "Una madre da guardia a tempo pieno", pensò il bagnino che da lontano osservava tutta la scena.
Il piedino girovagò un po’ dentro l’acqua e un po’ sulla sabbia, quando qualcosa di duro attirò la sua attenzione. Senza fare rumore, Piero si sollevò, allungò la testa e, con grande sorpresa, ritrovò proprio la sua bellissima conchiglia.
Nell’attimo esatto in cui pensava a come nasconderla alla madre — visto che era solo in costume da bagno — la conchiglia si illuminò, diventando quasi trasparente. In un lampo, tutto cambiò. Scomparve ogni cosa: il grande telo, la piscina, la mamma con la paletta scaccia-insetti. Rimasero solo il sole, il mare, l’aria e, la cosa più importante di tutte, la libertà di fare quello che voleva.
Pensò che gli sarebbe piaciuto costruire un grande castello di sabbia, con le torri alte alte e il ponte levatoio, proprio come i castelli medievali. E zacchete! Accanto a lui comparvero paletta e secchiello. Piero capì che, con o senza microbi, poteva fare tutto ciò che desiderava. Costruì un magnifico castello; intorno tutto era immobile, tranne i gabbiani in volo. Allora pensò che avrebbe tanto voluto un bell’aquilone con cui correre sulla spiaggia. E zacchete! L’aquilone era pronto: giallo, a righe blu e verdi, con una lunga corda arrotolata su un fuso di legno. Non fece nemmeno in tempo a pensare a quanto fosse bello che l’aquilone era già alto nel cielo, a volare insieme ai gabbiani, anzi, persino più in alto di loro.
Piero correva forte sulla sabbia, mentre l’aquilone danzava felice tra le nuvole. Corse così tanto che, alla fine, decise che era arrivato il momento di fare un piccolo pisolino.
La mamma spostò la tenda che lo riparava dal sole e lo guardò mentre riapriva gli occhi. Tutta felice, continuando ad agitare la sua paletta scaccia-insetti, gli disse: "Piero, spero che tu abbia fatto dei bei sogni mentre la tua mamma faceva la guardia! Non preoccuparti, non è passato nemmeno un insetto, nessun granello di sabbia ti ha sfiorato e nessun microbo ti si è avvicinato".
"Chissà cosa sono poi questi microbi", si disse il bambino. "Acciderbolina a loro, mi rovinano la vita! Ma perché ce li ho solo io?". Un po' deluso, pensò di aver soltanto sognato, di non aver costruito nessun castello e di non aver fatto volare nessun aquilone.
La mamma lo asciugò con cura e si prepararono per fare ritorno a casa. La delusione nel cuore di Piero era grande. Prima di incamminarsi si girò verso il mare e, incredibile a dirsi, lo vide: il grande castello dalle torri alte svettava fiero sul bagnasciuga, mentre poco più in là l’aquilone volava basso, come a volerlo salutare. Non aveva sognato, allora! Forse aveva solo desiderato tanto intensamente.
Serenamente, infilò la mano in tasca per prendere il cappellino per il sole e zacchete! Si trovò tra le dita la sua conchiglia. Mentre la guardava, divenne piccina piccina e Piero ne fu sicuro: la conchiglia gli fece un piccolo occhiolino, come a voler dire: "Portami con te, faremo altri viaggi insieme!"
La conchiglia finì sul fondo della tasca. Piero aveva finalmente capito che, per quanto si sia costretti a fare quello che gli altri vogliono, c’è un posto segreto dove nessuno può raggiungerti e dove tu puoi fare ciò che vuoi, quando vuoi. La tua mente è come la conchiglia: ti porta ovunque desideri senza che nessuno se ne accorga.
Dolcemente, diede la mano alla mamma e si avviarono verso casa.
"Mi raccomando, Piero", ripeteva la mamma lungo il sentiero, "appena arriviamo a casa subito un bel bagno con il sapone disinfettante! Sai quanti microbi ti sei preso oggi?"
La mamma parlava, ma Piero pensava già al momento in cui avrebbe tirato fuori la sua conchiglia segreta per scappare dove voleva lui, con chi voleva lui. Si sentiva un bambino magico. E in fondo lo siamo tutti un po’ magici quando scappiamo dove la nostra fantasia ci porta, a qualsiasi età. Si chiamano sogni, e i sogni non hanno spazio e tempo, hanno solo una mente che li crea!
"Mi raccomando, Piero", ripeteva la mamma lungo il sentiero, "appena arriviamo a casa subito un bel bagno con il sapone disinfettante! Sai quanti microbi ti sei preso oggi?"
La mamma parlava, ma Piero pensava già al momento in cui avrebbe tirato fuori la sua conchiglia segreta per scappare dove voleva lui, con chi voleva lui. Si sentiva un bambino magico. E in fondo lo siamo tutti un po’ magici quando scappiamo dove la nostra fantasia ci porta, a qualsiasi età. Si chiamano sogni, e i sogni non hanno spazio e tempo, hanno solo una mente che li crea!
Datemi 4 parole vi racconto un'altra storia!
"Storie create dalla mente dell'autore, le immagini generate per il testo con IA"

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