Marisa e le cedonie smeraldo

 

storia per bambini marisa e le cetonie smeraldo copertina con parole chiave altalena cetonie dorate fico pomodoro stile quaderno scuola pastello

Camminava avanti e indietro, piena di rabbia. «Eh no, io non ce li mando! Come pensano di andarsene in crociera? E io che fine faccio? O meglio, la brutta fine che faccio la so già: è la solita "destinazione noia" da nonna Eligia, che ha sempre qualcosa da dire! Non fare questo, attenta a quello... Dieci giorni di noia mortale! Cari genitori, restatevene a casa!»

Era un buon proponimento, ma purtroppo per lei niente che potesse attuare veramente. La sua "destinazione noia" era la casa dei nonni: un casolare di campagna con tanto di animali da cortile. Ma per Marisa, abituata alla città e ai suoi divertenti impegni pomeridiani, quel posto sembrava un carcere di massima sicurezza, con due guardiani a cui non sfuggiva mai niente!
«Primo giorno di prigionia», pensò appena alzata. «Ora come le passo le ore del giorno? Come mi diverto?».
Il nonno Lando la prese da parte: «Ho montato una corda al vecchio fico che fa ombra all’aia. Prenditi un cuscino, che la corda fa male al sederino... Ma ti piace l’altalena?».
Beh, come primo giorno di prigionia non era niente male! Marisa prese il cuscino, sempre un po' imbronciata, ma si capiva che sotto sotto era entusiasta. Il "guardiano numero uno" era stato buono: forse quei dieci giorni di carcere non erano poi così brutti come se li immaginava.
«Marisa, sta' attenta! Mica sono sicura che tuo nonno l’abbia legata bene, quell'altalena al vecchio fico!» gridò la nonna. La fiducia di nonna Eligia, ultimamente, non era molto riposta nelle capacità manuali del nonno. Ma l’altalena "frullava" che era una meraviglia, come diceva Marisa. Eh sì, un’altalena frulla quando, andando avanti e indietro, mandi le gambe e i piedi all'insù, prendi un nuovo slancio, vai sempre più forte e ti avvolgi su te stessa. E questo puoi farlo solo con un’altalena a corde!
«Al guardiano numero due non sfugge proprio niente», pensò Marisa. Ma la rabbia ormai era scivolata via, volata sempre più in alto, frullata e controfrullata, mentre la nonna le gridava di andare piano per non farsi male, tutta presa a fare la passata di pomodoro.
È una cosa seria la passata di pomodoro quando hai un pezzo di terra da coltivare! Una volta raccolti, i pomodori vanno lavati benissimo con il tubo dell’acqua del pozzo, e fin lì trovi tantissimi aiutanti, compresa Marisa. Poi devono essere fatti a pezzi e messi a scolare in un grande colino per perdere l’acqua, e qui gli aiutanti sono già quasi tutti scomparsi! Ricompaiono magicamente solo per inserirli nella macchina a manovella che li trasforma in polpa, per poi sparire di nuovo quando si deve mettere il tappo di metallo alle bottiglie, un lavoro che richiede molta forza.
«I fantasmi del pomodoro», li chiama nonna Eligia! Di sicuro non si fanno vedere durante l’accensione del fuoco sotto il calderone, e nemmeno quando le bottiglie bollenti sono da tirare fuori. Ma quando arriva l’ora della bruschetta al pomodoro, fatta su grandi fette di pane tostate sulla brace del calderone... beh, incredibile! I fantasmi del pomodoro diventano improvvisamente visibili, e persino dei gran buongustai affamati!
«Marisa, tu non mangi?» chiese la nonna.
«Faccio ancora un paio di frullate, nonna, e vengo! Abbi pazienza, ma c’è il sole e intorno a me sembra tutto d’oro!» rispose la bambina.
Marisa frullava avanti e indietro, pensando che il nonno aveva fatto davvero un ottimo lavoro: le corde cadevano perfettamente in pari e il cuscino messo sulla curva per sedersi era comodissimo.
All'improvviso, un urlo raggiunse la nonna mentre, con il passatutto, preparava la polpa fine di pomodoro per le bruschette e sminuzzava il basilico.
«Nonna, aiuto! Corri, corri svelta! Ma svelta!»
Chiedere alla nonna di correre svelta era un pensiero un po’ troppo azzardato, ma lei fece prima che poté.
Trovò Marisa in piedi accanto all’altalena, che indicava terrorizzata un punto dell’albero. Le grandi foglie del fico nel crepuscolo erano bellissime, ma sembravano tutte uguali. «Che dovrei vedere?» chiese la nonna, stringendo gli occhi.
«Nonna, il ramo! Quello a destra dell’altalena! Cosa sono, nonna? Oh mamma, cosa sono? Mi sono persino venute a sbattere addosso mentre andavo in altalena!»
La tensione era alle stelle e anche la nonna cominciava a preoccuparsi. Si mise gli occhiali, cominciò a controllare le foglie e... scoppiò in una grande risata!
«Ma sono solo cetonie dorate! Molti le chiamano maggiolini verdi. Guarda, ci sono dei fichi aperti: loro vengono attratte dal dolce del frutto e succhiano, succhiano, finché non si ubriacano! Per questo ti sono venute a sbattere contro mentre eri in altalena. Non sono pericolose per noi, semmai lo sono per se stesse, visto che volano tutte storte quando sono ubriache di nettare! Mi avevi spaventata, pensavo fossero calabroni.»
«E cosa sono, nonna, i calabroni?»
«Sono grosse vespe. Da noi le chiamano "ammazza somari", per farti capire quanto sia dolorosa una loro eventuale puntura persino su un animale grosso e forte. Pensa se le disturbi mentre succhiano il dolce dei fichi! Meglio evitare che ti attacchino, quindi, se vedi ronzare un calabrone... niente altalena!»
La nonna le chiese se il nonno, prima di mandarla a giocare, le avesse spiegato a quali insetti stare attenta.
«No», rispose Marisa, «mi ha solo detto di non farmi male.»
«Ecco, vedi? Non posso proprio fidarmi di lui!» brontolò la nonna.
E da lì, la nonna partì con una vera lezione: attenta a questo insetto, attenta a quest’altro... Li descriveva, ne imitava i suoni. Le nonne sanno sempre che avvertire è meglio che curare. Con tono serio, disse: «L’uomo è convinto di essere il padrone di ogni cosa, ma non è vero. Se disturbi un’altra creatura nel suo ambiente, non è detto che la prenda bene. Prima controlla il territorio, e poi giochi con quello che vuoi». Era la saggezza contadina di un tempo che oggi non c'è più.
Marisa, tornata gioiosa, fece un salto lungo la siepe di bosso. «Nonna, ci sono così tanti insetti... come faccio a capire se sono pericolosi?»
La nonna sorrise: «Stagli lontana e vai sul sicuro!».
«Insetti no, meglio evitare», si disse Marisa. «Ma le papere mute non saranno mica pericolose!». E cominciò a rincorrerle nell’aia, mentre la nonna le gridava dietro: «Sta' attenta! Beccano come dannate, ti strappano pezzi di pelle!».
«Acciderbolina», pensò Marisa. «Diventa sempre più complicato giocare all’aria aperta!». Ma tutto sommato, se sai cosa evitare, non era male per niente. Affondò i denti in una grande fetta di bruschetta al pomodoro, tutta felice. Non avrebbe voluto una vacanza diversa... ed era solo il suo primo giorno di prigionia! Lo pensò con il cuore leggero, mentre la nonna le accostava le persiane per farla riposare....perché a breve avrebbe potuto vedere dal suo lettino la luna e sentire Mister Allocco cantare sull’albero vicino.
«Chi è Mister Allocco?» chiese Marisa, sbadigliando.
«Domani te lo racconto», rispose la nonna con un sorriso. «Domani ti dico a quali animali notturni devi stare attenta».
Il "guardiano numero due" non mollava mai, ma la bambina si addormentò pensando di essere davvero fortunata: poteva cavarsela benissimo sia con la sua vita in città sia in campagna, e non è mica cosa da tutti!
Quando vai in un posto che non conosci, diceva sempre mia nonna, ricordati che sei un ospite. Sei tu che devi muoverti con cautela e attenzione. Ogni cosa può nascondere un pericolo: osserva, valuta e poi vivi rispettando tutto ciò che ti circonda. Perché ricordati che, a volte, per loro il pericolo sei proprio tu, e si difenderanno sulla tua pelle.


"Datemi 4 parole e vi racconto un'altra storia!"


illustrazione fiaba per bambini bambina felice su altalena di corda sotto albero di fichi aia contadina con papere e nonna che taglia pomodori stile pastello


"Le storie sono frutto della mente dell'autrice, le immagini create con IA"

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