Matteo, Marco, Massimo e la caccia al tesoro nel bosco – Parte 1

 


4 riquadri verticali, vintage, con illustrazioni delle parole:gemelli, gufo, volpe, caccia al tesoro


L'idea stratosferica di Nonna Alisia

"Mamma mia bella!" disse nonna Alisia. "E ora come faccio con i tre gemelli con me per tutto il fine settimana? Tre, dico, gemelli! Mica un nipote solo in visita... Tre nipoti gemelli!"
La nonna aveva ancora gli incubi di quando erano neonati e piangevano uno dietro l’altro.
"Dico io," si ripeteva sempre la nonna, "siete gemelli, tre maschi identici, perché non piangete tutti insieme?"
Invece no. Sembravano darsi il testimone, proprio come nella staffetta, quella gara di corsa in cui gli atleti si passano un tubo di metallo che indica "ora corri tu". Ecco, loro si passavano un testimone immaginario appena uno finiva di strillare. E lo facevano rigorosamente per ordine di nascita: quei cinque minuti di distanza l’uno dall’altro sembravano aver segnato la loro vita per sempre.
Matteo, Marco e Massimo erano cresciuti, ma usavano ancora il "testimone" in tutto quello che facevano. I compiti, per esempio, mai insieme: uno finiva e l’altro iniziava.
"Sono messa male, male, male..." pensava nonna Alisia. "Qui serve qualcosa, un’idea geniale, o da questo fine settimana mi ci vorranno settimane intere per riprendermi!"
In quel momento i gemelli entrarono in casa, uno dietro l’altro. Il primo baciò la nonna e lasciò lo zaino sulla panca; poi il secondo; poi il terzo. Tutti fecero le stesse identiche mosse.
Sono solo, grosso modo, quarantotto ore da riempire per non farsi stravolgere la vita. Piano piano, la nonna cominciò a ideare un piano: ognuno di loro aveva le sue caratteristiche, quindi doveva trovare qualcosa che li tenesse impegnati tutti in contemporanea.
Ci voleva un’idea che fosse stratosferica.
"La caccia al tesoro nel bosco!" pensò la nonna. L’idea era ancora un po’ astratta, ma aveva tutta la notte per pensarci.
Giorno 1
"Oh sì, la notte porta consiglio," si diceva nonna Alisia il mattino seguente.
Alle prime luci dell’alba, quando i gemelli erano ancora nel mondo dei sogni, sgattaiolò fuori casa. Prese tre oggetti precisi: la bussola del nonno, il fischietto da arbitro dello zio Lucio e una finta pietra dove teneva la chiave di riserva in giardino. Partì sentendosi furba come una volpe, tanto per rimanere in tema con l'ambiente del gioco.
Mise con maestria la bussola nel tronco cavo del gufo Martino. La nonna lo adorava quando, la notte, il suo "Uh-hú... Uh-hú..." accompagnava il suo sonno.
"Amico mio, scusa il disturbo," sussurrò, "ma ho bisogno che mi conservi questo oggetto al sicuro."
Martino, da buon vicino, accennò un "Uh-hú" di assenso mentre riprendeva sonno dopo le fatiche della notte.
"E una è fatta!" pensò la nonna. Ora bisognava pensare al secondo oggetto: il fischietto da arbitro che lo zio Lucio aveva usato nei tempi d'oro, quando correva sul campetto della parrocchia.Chiederò aiuto alla quercia. Nella radura viveva mamma quercia, grande e maestosa, con accanto una quercia piccola: giovane ma forte, prometteva di diventare proprio come la sua mamma.
"La piccola è l'ideale per legarci il fischietto con un nastrino colorato," pensò la nonna, "altrimenti, chissà quando lo vedono i gemelli!"
Detto e fatto. E ora mancava il terzo oggetto.
Le veniva da ridere solo a pensarci: nascondere una falsa pietra tra le pietre vere!
"Un’ideona!" si disse.
Con calma, sotto il grande rovo dove era impossibile entrare, tra ginepri e qualche cespuglio di agrifoglio, costruì una piccola piramide di sassi. Erano tutti veri, tranne uno!
"Giorno uno, nipoti, sono quasi pronta!" pensò nonna Alisia. Mancava solo la pergamena con gli indizi. Non tre fogli, ma uno solo per tutti. "Cominciamo a rompere la staffetta. Il testimone lo porto io e voi correte insieme, questo è l'obiettivo."
Veloce, la nonna preparò il primo foglio con l’indizio per i gemelli e attese il loro risveglio.
Uno dietro l’altro, i ragazzi andarono in bagno seguendo il rigoroso ordine di nascita, dal più grande al più piccolo. Ordinati come soldatini, pronti e del tutto ignari di quello che li attendeva, iniziarono la colazione.
"Nipoti," disse la nonna, "per combattere la noia della vita di campagna, vi propongo una caccia al tesoro nel bosco! L'obiettivo è trovare tre oggetti che ho nascosto all’alba. Dovrete indovinare insieme di cosa si tratta, prenderli e portarli da me. Solo allora vi consegnerò il foglio successivo per cercare il premio finale."
"Nonna, ma c’è anche un premio finale?" chiesero i ragazzi.
"Ma certo!" disse la nonna. "Altrimenti che caccia al tesoro sarebbe?"
Finita velocemente la colazione, ognuno sparecchiò e lavò la propria tazza, rigorosamente in ordine di nascita. La nonna, guardandoli, pensò che se la sarebbe risata di gusto durante il gioco: in quella caccia al tesoro sarebbe mancata la loro regola base, ovvero "uno alla volta". Lì avrebbero dovuto pensare e agire tutti insieme, se volevano riuscire nell’impresa.
I tre gemelli si ritrovarono il primo foglio tra le mani.
"Ma nonna, è uno solo!" protestò uno di loro. "Noi siamo in tre!"
"E io ho solo due mani, e non ho un computer o una stampante," rispose lei pronta. "Accontentatevi, oppure vi aspetta un giorno di noia totale in casa."
I gemelli fecero buon viso a cattivo gioco e il più vecchio dei tre corse a leggere a voce alta:
"Grande caccia al tesoro nel bosco. Titolo: sei paia di occhi vedono meglio di due. Tre oggetti da trovare. Il primo è un oggetto del nonno e ha un ago che segna un punto cardinale. Primo indizio: dove c’è un buco sul tronco e Martino dorme in attesa della notte."

Nonna e nipoti gemelli con il foglio degli indizi in mano leggono

"Oh mamma!" gridarono tutti e tre insieme.
"Buon segno," si disse la nonna tra sé, "un vero miracolo!"
"Ma nonna, dobbiamo andare nel bosco da soli?"
"Certo che sì! Io sarò qui ad attendervi. Ma andate solo quando avrete capito almeno cosa cercare e dove cercarlo. Vi aiuterò da lontano con il vecchio, sempre funzionante, sistema di 'acqua, fuocherello, fuoco e brucia'!"
Il foglietto passò di mano in mano, pochi secondi ciascuno, poi le tre testoline si unirono vicine per leggere insieme. "Anche questo è un miracolo!" pensò la nonna, stringendosi nelle spalle per la gioia.
Capire cosa cercare sembrava semplice. "Un ago che segna un punto!" esclamarono in coro tutti insieme, con grande soddisfazione della nonna. "L’oggetto è la tua scatola del ricamo! È piena di aghi e quando ricami fai sempre un sacco di punti!"
"Acqua! Anzi, diciamo che avete proprio sbagliato strada," rispose la nonna ridendo.
Ci fu un momento di sconforto. "Non abbiamo riflettuto bene, fratelli," disse il più piccolo, saltando la solita gerarchia basata sui minuti di nascita.
"È vero," ammise il grande.
Il medio sorrise: "Ho un’idea! È del nonno e c'è un ago... Vuoi vedere che è l’orologio da taschino del nonno?"
"Sì!" esplosero insieme.
"Sbagliato di nuovo," disse la nonna. "Vi aiuto con un piccolo suggerimento, o rischiamo di fare ora di pranzo... L’ago dell'oggetto del nonno non punge, galleggia nell’aria e vuole sempre andare a Nord, ovunque vi giriate."
Uno sguardo d’intesa, un guizzo negli occhi dei tre gemelli e, in un coro che nemmeno un maestro di musica sarebbe riuscito a coordinare meglio, dissero insieme: "La bussola!"
"Bravi!" approvò la nonna. "Ora non vi resta che trovare dove l’ho nascosta."
Ma l'entusiasmo svanì presto, lasciando spazio alla confusione. "Ma chi è questo Martino?" si chiedevano l'un l'altro. "Un amico della nonna? Chi vive nel bosco ed è amico della nonna? Un guardiacaccia? Un taglialegna?"
Alla fine, all'unisono, chiesero: "Aiutino per favore!"
La nonna sorrise. "Chi va a dormire di giorno?"
"Uno che lavora di notte!" risposero in coro.
"E fra gli animali, chi vive su un albero?"
"Un uccello!"
"Bravi. E se vi dico che ieri sera l’avete sentito cantare a lungo prima di addormentarvi?"
Uno sguardo, un ricordo improvviso. "Il gufo! Abbiamo sentito il gufo, ce l’hai detto tu!"
"Buona memoria. Io lo chiamo Martino da tanto tempo, perché mi canta sempre una canzone per farmi dormire. Avete presente la canzoncina 'Fra Martino campanaro, dormi tu, dormi tu? Suona le campane... din don dan!' Ecco, mi sono ispirata alla filastrocca per dargli un nome."
I gemelli erano pronti a scattare. "Nonna, sono pochi metri, ma andiamo da soli o ci accompagni?"
"Vi seguo dal terrazzo. Non sono entrata troppo nel bosco per nascondere la bussola, quindi posso tenervi d'occhio durante la ricerca. Andate da soli, ma attenti a dove mettete mani e piedi: nei boschi si entra sempre con rispetto per Madre Natura."
Gufo Martino tiene protegge e nasconde primo indizio, la bussola

La nonna li seguiva con lo sguardo dal balcone. Assistette a un'incredibile manovra a raggiera: prima partirono uniti, poi ognuno si diresse in una direzione diversa. In questo modo coprivano un'area maggiore in minor tempo.
"Ora vediamo chi è il fortunato dei tre," pensò la nonna. Stranamente, però, non si sentì nessun grido di giubilo, eppure Marco si stava muovendo nella direzione giusta. I ragazzi tornarono al punto di partenza e, di nuovo uniti, si avviarono verso un'unica direzione.
La nonna sorrise: "Niente da fare, se non camminano insieme si sentono persi."
Alla fine arrivarono al traguardo come tre cavalli alla griglia di partenza, uno accanto all’altro, fieri e con la bussola in mano.
"Nonna, bello, bello, bello!" gridarono. "Abbiamo capito che per raggiungere la bussola dovevamo essere in tre. Il tronco era alto, così abbiamo fatto la scaletta con le mani e abbiamo fatto salire il più leggero a prenderla!"
"Ops," pensò la nonna, "all'altezza del tronco non ci avevo pensato!"
"Pronti per il secondo indizio, nonna!"
"Prima si mangia," tagliò corto la nonna, condendo i rigatoni con un bel sugo al pomodoro fumante.
Dimenticando completamente le vecchie gerarchie dei cinque minuti, i gemelli corsero insieme a lavarsi le mani e, come tre lupetti affamati, divorarono la pasta.
La nonna, insieme al dolce – una semplice crostata, ma fatta con le sue mani e con la sua marmellata, come ci teneva sempre a precisare a tutti –, portò il secondo foglio. Era il momento di indovinare cosa cercare e dove cercare.
"Cosa dobbiamo cercare, nonna? Dacci il foglio!" gridarono di nuovo in coro.
"Sono passati dal fare tutto uno dopo l’altro al fare tutto in coro," pensava la nonna, che tra sé e sé ancora non sapeva se questa novità fosse una cosa del tutto positiva o meno per le sue orecchie.
"Lo zio Lucio lo portava al collo quando correva nel prato della parrocchia," lesse uno di loro.
"Oh, questo è facile!" disse Marco. "È la catenina d’oro! Quella che ci fa sempre vedere perché dice che gli porta fortuna!"
"Sbagliato," disse la nonna. "Pensateci bene, una volta o due l’avete visto correre con questo oggetto al collo."
Matteo ebbe un’illuminazione: "Oh, ma sì, certo! Quando faceva l’arbitro!"
"Il fischietto dello zio!" dissero in coro tutti e tre, convinti.
Ma dove poteva essere? Fu la domanda che si posero subito dopo, non appena la nonna fece un cenno di assenso con la testa e passò loro il secondo indizio scritto sulla carta:
"Nella radura la mamma è grande, la figlia è piccola. Se c’è il sole, tra le sue foglie brilla."
Il foglietto passava tra le mani dei tre che, tra un pezzo di crostata e l’altro, studiavano che posto potesse mai essere. Alla fine fecero una vera riunione di idee. Ognuno disse la sua e, finalmente d'accordo, andarono dalla nonna.
"Hai messo il fischietto nella radura vicino alla stradina! Lì dove stanno una quercia grande e una piccola... e tu l’hai legato sulla piccola!"
"E bravi!" disse la nonna.
Ma in quel preciso istante, proprio mentre erano pronti a schizzare fuori dalla porta, si alzò un vento fortissimo. Tuoni e lampi, venuti apparentemente dal nulla, scossero l’aria all'improvviso.
La nonna, un po' mesta, decretò la fine dei giochi per quel pomeriggio: "Nel bosco con il rischio di un temporale non se ne parla proprio. Tutto rimandato a domani!"
E mentre fuori cadeva una pioggia fitta fitta e forte forte, la nonna tirò fuori un vecchio mazzo di carte e con un gran sorriso disse: "Siamo in quattro... vi insegno a giocare a briscola!"
E mentre loro imparano a giocare a briscola, voi lettori portate pazienza: la storia la riprenderemo domani, sperando che abbia smesso di piovere e che si possa finalmente tornare nel bosco!
Continua .....
Tempesta improvvisa, tutti in cucina nonna e i 3 gemelli per passare il tempo giocano a carte

"Storia creata dalla mente dell'autrice, immagini create con IA"

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