Matteo, Marco, Massimo e la caccia al tesoro nel bosco – Parte 2 (Il finale)

 


gufo, volpe, 3 gemelli, caccia al tesoro nel bosco


Il Giorno 2 e il segreto del bosco

In tre saltarono dal letto, dimenticandosi completamente di chi fosse nato prima. I gemelli volevano solo sapere se c’era il sole e se si poteva finalmente continuare la caccia al tesoro.
Si diedero un gran "cinque" con le mani che si incrociavano a mezz'aria e via, di corsa verso il bagno. Poi colazione e dritti verso il bosco, diretti a quella radura che una volta era stata la protagonista del passaggio di una volpe. Quell'animale li aveva affascinati con la sua velocità elegante. "Chissà," pensarono tutti e tre, "se la incontriamo anche oggi!"
La nonna, con gli stivali di gomma ai piedi, era già pronta sull'uscio.
"Ma vieni anche tu, nonna?" chiesero stupiti.
"Oggi sì," rispose lei. "Il bosco, dopo la pioggia e il vento di ieri, ha cambiato forma come succede sempre. Ci sono rami spezzati e pietre rotolate. Potrebbe esserci qualche piccolo problema e non voglio correre rischi. Voi, però, fate come se io non ci fossi! Restatemi solo vicino. Prendo anche una zappa, non si sa mai che possa servire per spostare qualche sasso  che può crearci problemi
."
Passarono davanti all’albero cavo di gufo Martino che, ormai, dormiva saporitamente dopo le fatiche della notte. La nonna, però, voleva essere sicura che stesse bene e che la pioggia non avesse fatto danni alla sua tana. Così, lo chiamò a gran voce per avere un segno. Dall’albero arrivò un debole verso di risposta.
"Oh, mamma mia!" pensò la nonna preoccupata. "Vuoi vedere che sta male?"
Cercò di sbirciare dentro, ma non riusciva ad arrivare all'altezza della tana. Ci pensarono subito i nipoti: replicarono al volo la scena del giorno prima, quando avevano recuperato la bussola.
"Scattategli una foto!" propose la nonna. "Lui si arrabbierà di sicuro, ma io voglio vedere come sta!"
Più che arrabbiarsi, per il povero gufo Martino – dopo una notte di lampi, tuoni e pioggia battente – il flash del cellulare fu il colpo di grazia. Uscì fuori dalla sua tana come un missile e se ne andò, decisamente offeso.
"Meglio offeso che ferito!" scherzò la nonna, e ripresero il cammino verso la radura.
C'erano tanti rami piegati a terra, ma nessun danno serio: il bosco aveva incassato bene il colpo ed era in ottima salute. Il sole cominciava di nuovo a scaldare l’aria. Quando arrivarono alla radura, i raggi danzavano allegri fra le fronde, e questo rese facilissimo ritrovare il fischietto dello zio arbitro. Il metallo brillava come un diamante tra le foglie della piccola quercia, dove la nonna lo aveva legato per bene.
Gufo martino scappa infastidito, i nipoti trovano il fischietto della caccia al tesoro, nonna contenta

"Yhuuuuu!" gridarono in coro i tre fratelli. "Il premio finale si avvicina!"
"Oh," pensò la nonna tra sé, "al premio finale non ci avevo pensato seriamente! Sarà il caso che mi sprema le meningi... Tra qualche ora ripartono e vorrei proprio non mancare di parola. Serve un’altra idea stratosferica!"
Proprio in quel momento, con la coda dell’occhio, la nonna notò uno strano movimento sul "reppone" di terra davanti a lei. "Oh cielo!" pensò emozionata. "Se li porto via adesso, avranno un premio finale fantasticissimissimo!"
Disse allora ad alta voce: "A casa, ora! Proseguiamo dopo una buona lasagna che ho preparato ieri sera dopo il temporale."
"Ma nonna, ma quante ne fai?" chiesero i gemelli a bocca aperta. "Noi, dopo la partita a briscola, siamo crollati dal sonno... e tu hai fatto persino le lasagne?"
"Vuoi mettere? Alla mia età vado lenta, ma sapendo esattamente quello che devo fare, non perdo tempo e riesco a combinare un sacco di cose!"
"E allora via, che la lasagna non si cuoce mica da sola!" esclamò la nonna.
Mentre l’aria della cucina si riempiva di profumi deliziosi, i nipoti friggevano dall'impazienza pensando al premio finale. Erano sicurissimi che avrebbero trovato anche il terzo oggetto: ormai avevano imparato che sei paia di occhi vedono meglio di due, e che con tutto il resto triplicato era inutile muoversi separati. Insieme diventavano semplicemente più forti.
Calda e morbida, la lasagna scomparve dai piatti in pochi minuti, vuoi perché era deliziosa, vuoi per la fretta di scoprire il nuovo oggetto da indovinare.
"Sono pronta," disse la nonna sparecchiando, "ma ditemi: volete prima la mia zuppa inglese a modo mio – con dolci biscotti, crema, cioccolato e una montagna di panna – o preferite il foglietto per indovinare il prossimo oggetto da cercare?"
Il dubbio non era da poco. Dopo una breve consultazione, i ragazzi decisero che il dolce sarebbe stato perfetto per merenda, e scelsero il foglietto:
"Di solito è nel mio giardino per farmi rientrare a casa, ma oggi è andata nel bosco. Se non me la riportate, stasera non entrate nemmeno voi."
Massimo, il più taciturno dei tre gemelli, per una volta alzò la voce: "Ma nonna! Ho capito che è l’ultimo indizio, ma questo è impossibile! Tu in giardino hai infinite cose!"
"Ragioniamo," lo interruppe Marco. "Abbiamo sempre tre cervelli per pensare e sei occhi per leggere anche tra le righe. Cosa può avere la nonna in giardino che la fa rientrare in casa? Beh, forse una scala?"
"Ma dai, ragioniamo! La scala servirebbe se la casa avesse un secondo piano, ma la nonna abita a piano terra!"
Si scervellarono a lungo, passando in rassegna tutto il giardino, vaso per vaso, fiore per fiore, compresi i cespugli e gli alberelli.
Alla fine Marco cedette: "Ci serve un aiutino..."
La proposta fu approvata all'unanimità. La nonna sorrise sorniona. "In giardino ce ne sono ventiquattro. Senza quella di oggi, ne rimangono ventitré." Tra sé e sé, la nonna si compiacque di essere stata così meticolosa da contare persino gli elementi del giardino. "Ed è leggermente più piccola delle altre ventitré, e un po’ più scura."
I gemelli diventarono un corpo solo, tanto si precipitarono fuori all'unisono.
"I vasi no," disse Massimo controllando in giro, "quelli sono diciotto."
"Nemmeno i fiori delle ortensie, sono molti di più!" esclamò Marco.
"Ma cosa ci sta sfuggendo?" sbottò Matteo. "Che cosa c’è in questo giardino che la nonna vuole che vediamo?"
Per la frustrazione, diede un gran calcio a un sasso. Sentì un dolore atroce all'alluce. Meno male che non indossava scarpe di tela! Nonostante il dolore, però, ebbe un'illuminazione: "I sassi! Contate i sassi! Ce ne sono ventitré sul vialetto! Ne manca uno... ma un sasso come fa a farla rientrare in casa? Vuoi vedere che rompe il vetro ed entra dalla finestra?" pensò Matteo ad alta voce.
"Ma no, dai! Ce la vedi la nonna a rompere le finestre? Avrà comprato uno di quei sassi finti che vendono apposta per nascondere le chiavi di riserva all'esterno!"
"Non hai tutti i torti," ammisero Marco e Massimo.
Insieme, decisero che l'oggetto misterioso era proprio il sasso finto.
"Bravi!" si complimentò la nonna spuntando sulla porta. "Ora però voglio proprio vedervi a trovare un sasso in mezzo a un bosco, se non indovinate il posto preciso!"
Scorsero l'ultima riga dell'indizio:
"Dall’albero del gufo Martino fai dodici passi, gira a sinistra, passa davanti al grande cespuglio di ginestre e guarda dritto davanti a te. Tra ginepri e rovi, cerca un cumulo e prendi quella che ti fa rientrare a casa."
La nonna osserva i 3 gemelli nel bosco alla ricerca della pietra falsa fra quelle vere

"Nonna, tu che fai? Prepari la sorpresissimissima intanto?" chiesero i gemelli.
"No, vengo con voi," rispose lei infilandosi di nuovo gli stivali. "Voglio vedere se gufo Martino è tornato a dormire. E poi diamoci una mossa: tra qualche ora si torna a casa vostra e c’è ancora la mia zuppa inglese da mangiare!"
I gemelli si scambiarono un'occhiata perplessa. "Sta a vedere che non c’è nessun premio finale..." pensarono. Nel dubbio, però, decisero di continuare a giocare, determinati a risolvere l'enigma fino in fondo.
"Gufo Martino, sei sveglio?"
Il gufo, dentro di sé, pensò stizzito: "In teoria dovrei dormire, ma oggi non è giornata, a quanto sembra!"
Dal tronco, però, lasciò sfuggire solo un debole: "Uh-hú... Uh-hú..."
"Meno male, è a casa e sta bene," disse la nonna sollevata. "Ora via, contiamo i dodici passi!"
I ragazzi partirono di corsa. Arrivare al sasso finto fu un gioco da ragazzi. Lo aprirono e le chiavi di casa della nonna brillarono finalmente tra le loro mani.
"Nonna, grazie! Sono stati due giorni divertenti, ed è stato bellissimo anche conoscere gufo Martino!"
Nonna Alisia sorrise. "Prima di tutto, però, dovete promettermi tre cose: non farete foto, non cercherete di avvicinarvi e, soprattutto, andremo, guarderemo e torneremo in assoluto silenzio."
"Ma nonna, dove andiamo?" chiesero in coro, incuriositi.
"Andiamo a trovare Clarice, la mia amica volpe. Quella che ogni tanto viene sotto la mia finestra. Me ne sono accorta ieri: è diventata mamma! So dove si trova la sua tana, ma da questo momento in poi noi rappresentiamo un pericolo per i suoi piccoli. Dobbiamo evitare rumori e gridolini. Saremo silenziosi come lepri al primo mattino, quando mangiano nel prato dietro casa."
I gemelli e la nonna avanzarono passo dopo passo, con estrema cautela. Si fermarono a svariati metri di distanza dalla tana, si nascosero dietro una fitta barriera di cespugli e attesero che i cuccioli uscissero a giocare.
"Nonna, cosa mangiano le volpi?" sussurrò uno dei tre.
"Parla piano, per favore. Siamo nel loro territorio e per loro siamo solo dei nemici che lo stanno invadendo. Mangiano quello che trovano: uova nei nidi, piccoli roditori, lepri se riescono a catturarle, ma anche bacche se non c'è di meglio."
"Mangiano anche le fragoline di bosco?" chiese Massimo a voce bassissima.
"Penso di sì, perché?"
"Dietro di me ce ne sono tantissime! Se ne raccolgo qualcuna, possiamo lasciargliele su un sasso?"
"Prova, l’importante è che tu non faccia il minimo rumore adesso."
Non aveva ancora finito la frase che, dal costone sotto il grande faggio, sbucò Clarice la volpe, seguita dai suoi tre cuccioli.
"Mamma mia," bisbigliò Marco emozionato, "sono tre come noi!"
Erano dolci, teneri e giocherelloni. Si rincorrevano tra loro sotto l’occhio vigile e attento della madre che controllava ogni possibile accenno di pericolo, proprio come fanno tutte le madri del pianeta Terra.
Nascosti nei cespugli in silenzio nonna e nipoti osservano la volpe e i suoi 3 cuccioli che giocano

La sortita durò solo pochi minuti. Poi mamma volpe diede un segnale e i cuccioli rientrarono rapidi nella tana, seguiti da lei.
"Oh, nonna, che sorpresa strepitosa!" dissero i gemelli in coro, mentre riprendevano la via di casa.
La nonna li guardava sorridendo, mentre camminavano l'uno accanto all'altro, ormai pronti a gustarsi la sua zuppa inglese a modo suo. Dentro di sé, sperava con tutto il cuore che i ragazzi avessero finalmente capito la lezione: insieme sono una forza, e lo saranno per tutta la vita se solo riusciranno a superare la vecchia regola del "prima io perché sono nato cinque minuti prima".
Poco dopo, seduti al tavolo della cucina, i tre affondavano i cucchiaini nel dolce tra risate e battute. Anche la nonna si gustò la sua zuppa inglese in santa pace. I gemelli avevano passato un fine settimana indimenticabile; lei era stanca, certo, ma non sfinita come temeva all'inizio. Se l’era cavata alla grande, e si sentiva davvero fiera di se stessa.
"Datemi 4 parole vi racconto un'altra storia!"

La caccia al tesoro e' finita nonna e nipoti mangiano a tavola della zuppa inglese in bicchiere sono contenti


 "Storia creata dalla mente dell'autrice, immagini create con IA"

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