Ettore e il gatto rosso...
Quando soffia il vento di tramontana, di quello che ti arrossa le guance e ti secca la pelle delle mani, la nonna Milla diventa felice come una bambina. Come diceva sempre lei, avrebbe volentieri zompettato su un piede solo, anche se alla sua età era ormai solo un modo di dire. Saltellare su un piede solo è un’arte da ragazzi, da vecchi non proprio, pensava la nonna mentre tirava fuori la scatola di latta dei fili del cucito. Ne solleva il coperchio e si gode il momento. Fuori la tramontana fischia, si incunea fra le case, gioca a mettere paura, sibila, fa scricchiolare le cose e attorciglia i panni stesi sul filo. Ma lei è felice: la sua mente vola a quando, davvero, i giochi sull’aia di suo nonno erano la libertà assoluta, e la tramontana le è rimasta incollata alla pelle come sinonimo di gioia. Lo scampanellio al portone di ferro del giardino la riporta alla realtà. La sua mente, ancora prigioniera nei suoi giochi di bambina, le fa scattare in automatico un ritornello che cred...