Carmela e Soffio di vento
Nonna Carmela era nervosa sul sentiero dei castagni. Aveva deciso che, visto che nessuno la accompagnava a raccogliere le castagne, avrebbe fatto tutto da sola. Le nonne non le fermi mica, se si mettono un’idea in testa! Aveva pensato di farsi accompagnare da uno dei nipoti, ma l’idea di camminare, raccogliere e poi portare pesi al ritorno le aveva fatto ottenere un rifiuto deciso. La nonna, però, non si scoraggiò: si disse che era anziana ma non sciocca, e preparò tutto meticolosamente per vivere la sua avventura “castagnosa”, come la definiva lei nella sua mente.
Erano anni che non andava nel bosco da sola. Sinceramente aveva un po’ paura, anche di non avere le forze per riportare indietro il cesto delle castagne, e allora si era fatta prestare l’asinello dal vicino. Con Pino si conoscevano da sempre, si erano scambiati tanti favori vivendo in campagna. L’asinello venne prestato per l’avventura della nonna a un solo patto: «Per carità, non fargli mangiare erba fresca o sono guai!». La nonna promise massima attenzione: «Solo rovi e quello che madre natura passa di secco!» rispose Carmela. Poi chiese anche il nome dell’asinello, tanto per richiamarlo se serviva. Pino con un sorriso rispose: «Soffio di vento».
«Bel nome,» disse Carmela, «mi piace proprio.»
«Dipende,» rispose Pino, «da quello che gli fai mangiare!»
Nonna Carmela, quando aveva deciso una cosa, non la fermava nessuno: "Solo il Creatore," diceva lei, e siccome viveva per amore, anche il Creatore non le faceva storie, sempre secondo lei. Con questo spirito si diresse verso il bosco: Soffio di vento davanti, con i due cesti per le castagne, e lei dietro.
L’asinello camminava piano, muovendo le orecchie attento ad ogni rumore e ascoltando la terra sotto i suoi zoccoli. Tra sassi e vecchie foglie secche non era facile camminare, l’imprevisto poteva essere sempre dietro l’angolo. Nonna Carmela, che conosce bene gli asinelli, sapeva della loro intelligenza, del loro modo di avanzare scrutando il terreno e ascoltando i rumori con le orecchie come un radar. Si sentiva sicura. Mentre camminavano, cominciò a percepire l’odore del bosco: un profumo antico che aveva dimenticato. Le passò persino la paura di aver fatto qualcosa di troppo azzardato per la sua età.
L’aria era diventata fresca, carica di odori così forti che sembravano cibo da masticare, tanto entravano nel naso e sostavano nella bocca. Soffio di vento avanzava sicuro, con passo lento. La nonna, allentata la paura, cominciava a godersi i suoni del bosco.
Il bosco parla a chi sa ascoltare. La sentinella del bosco, la ghiandaia, era da un po’ che stava avvertendo tutti: «Signora anziana e asinello sulla strada dei castagneti! Porre attenzione, facile depredazione del nostro cibo, viste le due grandi ceste che porta l’asino!»
La cinciallegra su un ramo cercava freneticamente invertebrati, muovendosi rapida; il giallo, il verde e il blu delle sue penne sembravano piccoli punti colorati, e nonna Carmela sorrideva. Il suo cuore aveva bisogno di natura, proprio come quando era bambina.
Di botto, Soffio di vento si fermò. "Mamma mia, no... Ci manca solo l’asino da spingere!" pensò la nonna, abituata al comportamento tipico di questi animali che, se sentono qualcosa che per loro può essere un pericolo, si bloccano e poi ci vuole un'eternità a convincerli a riprendere la strada.
Soffio di vento si era bloccato. La nonna lo accarezzò, cercando di capire cosa lo avesse allarmato, anche per la sua stessa sicurezza: un brutto incontro dentro un bosco può sempre avvenire, lupi compresi, che sapeva essere tornati da quelle parti. Un brivido di paura le corse lungo la schiena. Doveva capire, prima di farsi catturare dal panico.
Fu allora che lo vide, fermo e immobile su un vecchio tronco a terra. Un musino allegro la guardava come a dire: «Ah, eccovi! Ha ragione la ghiandaia: avete due grosse ceste, venite a rubarmi il cibo! La notizia era vera... Cielo, fammi correre a prendere più ghiande e castagne possibili, o morirò di fame quest’inverno!»
Velocissimo, lo scoiattolo scomparve e Soffio di vento riprese il cammino. Pochi metri dopo, sul prato, apparvero decine e decine di ricci di castagne: "Un tappeto intero!" pensò la nonna, che tolse la cavezza all’asinello lasciandolo libero, dopo aver preso un piccolo secchiello dalle due grandi ceste.
Dal ramo in alto, la ghiandaia seguiva attentamente la situazione: un buon guardiano del bosco deve aggiornare costantemente gli altri abitanti, ne va della sicurezza di tutti!
«Anziana signora ha preso un secchio piccolo! Non prevedo grandi furti di castagne, anche perché deve chinarsi a raccoglierle... Non credo che resisterà a lungo!»
Nonna Carmela, intanto, con un occhio guardava Soffio di vento che mangiava tra i rovi le foglie più tenere; le sue labbra non sentivano minimamente gli spini. Meno male che non c'era erba fresca nei dintorni, ricordando quello che Pino le aveva detto prima di affidarle l’asinello!
La nonna si avvicinò a Soffio di vento. Non aveva affatto dimenticato che, nel suo piano organizzato di raccolta, non potendo stare piegata a lungo – altrimenti la schiena si sarebbe bloccata – aveva previsto tre armi potenti per aiutarsi. Prese la prima: la paletta di ferro con il lungo manico con cui puliva la gabbia delle galline; poi lo spazzolone di saggina, oramai consumato ma per lo scopo fantasticamente utile; e infine un lungo braccio a pinza.
«Allarme, allarme! Attenzione a tutti gli abitanti!» avvertì la ghiandaia che, per vedere meglio, era scesa di qualche ramo. «Errato messaggio, ripeto, errato messaggio! In arrivo nuovo comunicato: l’anziana signora è molto saggia, si prevede una grande raccolta! Allarme, allarme!»
Nonna Carmela, con tutta calma, usava lo spazzolone per ammucchiare i ricci di castagne. Poi, con la paletta... Zacchete! Dava un colpetto che quelli che giocano a golf se lo sognano un tiro così, metteva tutti i ricci nella paletta e riempiva il secchio. Se qualcuno sfuggiva, usava il braccio a pinza e lo raccoglieva. Appena il secchio era pieno, lo svuotava nella cesta dell’asinello e ricominciava da capo.
La ghiandaia non aveva più canti in gola: «Testarda, non molla, raccoglie! Ma quale anziana signora, è un aspirapolvere delle castagne! Allarme, allarme, si prevede un inverno duro se continua così!»
Dopo un paio d’ore di aria buona, tra ossigeno e odori, la nonna ad ogni raccolta ringiovaniva nello spirito. Ormai le sacche dell’asinello erano piene.
"Ho fatto un gran bel raccolto," pensava la nonna, "certo, dovrò toglierle dai ricci a casa le castagne, ma poi avrò anche i ricci secchi da bruciare nel camino. Un bel po’ andranno a Pino e con il resto... Vai di caldarroste sul camino nella pentola forata dopo averle intagliate, oppure lesse con l’alloro durante l’inverno!".
Proprio contenta, la nonna cercò con lo sguardo Soffio di vento, che si era allontanato un po', come attratto da qualcosa. La nonna lo chiamò a gran voce, e l’asinello arrivò tutto contento, masticando come se avesse assaggiato la cosa più buona del mondo. "Speriamo solo che non sia stata erba fresca!" pensò la nonna, riprendendo la strada di casa.
Il viaggio di ritorno sembra sempre più breve, pensò la nonna salutando il bosco e ringraziandolo per i suoi doni. Era proprio felice della sua spedizione “castagnosa”. Soffio di vento camminava avanti sicuro, la nonna subito dietro... E non fece in tempo nemmeno ad accorgersi dell’asinello che sollevava la coda. La zaffata maleodorante le arrivò in pieno viso con la potenza di un secchio d’acqua sporca! Trattenne il respiro, strabuzzò gli occhi e capì finalmente cosa intendeva Pino quando le aveva detto che "Soffio di vento" era un bel nome... Ma dipendeva tutto da quello che l’asinello mangiava!
"Prevedo un brutto rientro," pensò la nonna.
«Grande notizia, grande notizia!» gridava a pieni polmoni la ghiandaia, sbattendo le ali per la gioia. «Soffio di vento ci sta vendicando tutti per il furto del cibo per l’inverno! Prevedo un viaggio di punizione per l’anziana signora!»
"Qualche soffio di vento," pensava nonna Carmela tra sé, "all’aperto lo posso pure reggere fino a casa... Ma una giornata così bella chissà quando potrò, e se potrò, riviverla. Ne vale decisamente la pena!"
E così, dolcemente, passo dopo passo, con Soffio di vento che "soffiava" puntuale ogni dieci metri, nonna Carmela uscì dal bosco, mentre il sole tramontava su uno dei giorni più cari e indimenticabili al cuore della nonna.
"Datemi 4 parole vi racconto un'altra storia!"
"Storie create dalla mente dell'autrice, immagini create con IA"
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